Modena.
Classe 1954, architetto libero professionista, docente all’Istituto Superiore d’Arte ‘Adolfo Venturi’ di Modena.
“La fotografia come compagna di vita, dalla Kodak di plastica all’Olympus OM1. Dalle digitali compatte, ai cellulari con fotocamera è ‘sempre possibile scattare’. Grande libertà, anche rinunciando alla definizione, alla qualità, puntando al soggeto, al contenuto, al messaggio, alla composizione. Ogni tanto carico la Pentax ed apprezzo gli zoom, fino al 300, e la precisione analogica”.
L’ombra come antitesi alla luce, realtà parallela, segno determinante per la lettura/comprensione, gioco e finzione.
Il dettaglio, la texture, il particolare di qualcosa di grande.