Roma.
Classe 1958. Toscana di nascita, romana di adozione, laureata in lingue e letterature straniere, lavora come impiegata nella PA.
“Fotografare è diventato in pochi anni una necessità, amo setacciare il quotidiano e sperimentare le novità con cautela”.
L’ombra come pudore, accenno, suggerimento in un mondo svergognato che si esibisce, declama e impone.
L’ombra come ritorno all’intimità e alla grazia. Almeno, nelle intenzioni.